Il Club degli Autori - Concorsi Letterari - Montedit - Consigli Editoriali - Il Club dei Poeti
Pagine viste dal 1-5-2008: _____
I concorsi del
Club degli autori
I risultati dei
Concorsi del Club
Le Antologie dei
Concorsi del Club
Tutti i bandi per
data di scadenza
Tutti i risultati
Informazioni e
notizie utili
il Club
degli autori
il Club
dei Poeti
Consigli
editoriali
Editrice
Montedit
Club
news
 
 
 

Premio di Poesia Poeti dell'Adda 2006
XI Edizione

Ultimo aggiornamento: 30 Luglio 2006
Clicca qui per il bando completo del concorso
Andamento del concorso:

Antologia – Clicca qui per vedere l’antologia

Premiazione – Si è tenuta sabato 20 gennaio 2007 alle ore 15,30 a Melegnano (Milano) presso il Salone Predabissi in via Frassi, 2 angolo via Predabissi.
Tutti i partecipanti hanno ricevuto una copia della rivista Il Club degli autori con i risultati del concorso.

Risultati

La Giuria della undicesima edizione del Premio di Poesia I Poeti dell’Adda 2006, presieduta da Massimo Barile, dopo attenta valutazione delle opere pervenute ha decretato la seguente classifica:


  • 1° class.: “Il sogno di Parmenide” di Giuseppina Terranova, Pontedera (PI).


Queste la motivazione della Giuria: “La trama del sogno, tra finzione e fuga nei misteri inesauribili, riconduce a splendori enigmatici e ad una tensione che supera i confini della soggettività. Il faticoso cammino fino alla “porta” che separa la Notte dal Giorno, davanti alla rivelazione ultima, alla Verità universale, non è che il percorso che conosce una sola direzione: il solo criterio della verità è la ragione. L’Essere è incatenato dal Destino, costretto al tutto intero, immobile, e Parmenide, misero mortale, nel momento dell’ultimo respiro non ha potuto far altro che sognare. Come tutti noi. Giuseppina Terranova sublima il suo volo lirico nel tempo che scorre e l’atto poetico coincide con la realtà, con una attualità totale della vita, in uno slancio che avvicina ad uno stato d’armonia”.


Vince targa Poeti dell’Adda – Pubblicazione di un libro di 32 pagine con assegnazione di 100 copie gratuite – Attestato di merito – Pubblicazione del testo premiato sulla rivista Il Club degli autori e su Internet Club.it


  • 2° class.: “Strade perdute” di Domenica Sammaritano, Piacenza.


Questa la motivazione della Giuria: “Le parole di Domenica Sammaritano, sembrano emergere da un “altrove”, quasi un luogo senza tempo, pervaso da un’atmosfera magica, e il ricordo diventa un viaggio a ritroso, al punto di partenza: la più malinconica visione diventa ghibli che soffia sulla pelle. Il battito del cuore è la vita, le pulsioni sono i giorni trascorsi, le parole consuete diventano l’ultimo saluto e i sorrisi contagiosi hanno il sapore della genuinità. Come sempre. Le strade della vita, davanti allo stupore di essere “destinati alle meraviglie”, riconducono al senso autentico del vivere, fissato con parole che fanno della loro incomparabile spontaneità il punto di forza d’una poesia che entra nel profondo dell’anima”.


Vince la pubblicazione di un libro di 32 pagine con assegnazione di 50 copie gratuite – Attestato di merito – Pubblicazione del testo premiato sulla rivista Il Club degli autori e su Internet Club.it


  • 3° class.: “L’ultimo canto di Byron” di Aura Piccioni, Morena (RM).


Questa la motivazione della Giuria: “La poesia di Aura Piccioni è costellata da recuperi classici e si muove su un piano di freschezza lirica come a sottolineare che non v‘è emozione più inebriante d’un pomeriggio caldo d’estate quando tutto pare dissolversi, le ansie, le preoccupazioni, le inquietudini, quando il profumo della terra entra nella pelle e l’ardore dell’amore inietta nel nostro sangue la passione: quasi a sentirsi un essere divino assetato di assoluto, funambolo sul filo sottile dell’immortalità. La realtà costringe a fare “diecimila cose” ma, in fondo, sappiamo molto bene che “dobbiamo” comprenderne solo “una”. “Fosse concesso non amare”, si potrebbe dire addio agli struggimenti, salvare pochi ricordi, incastonati nelle parole d’una poesia, mentre l’anima “desidera il distacco dal fragile corpo”. La vita è un folle volo e non vi sono vie d’uscita: o in preda ad una vertigine o purificati dal fuoco della passione”.


Vince la pubblicazione di un quaderno di 32 pagine con assegnazione di 50 copie gratuite – Attestato di merito – Pubblicazione del testo premiato sulla rivista Il Club degli autori e su Internet Club.it


  • 4° class.: “Dolci effluvi” di Emilia Fragomeni, Genova.


Questa la motivazione della Giuria: “Nel profumo della vita, nello “specchio silente della ragione del tempo” si percepiscono i misteri, le inquietudini, i sussurri e i dolci pensieri. E, nella sua poesia, Emilia Fragomeni, raccoglie questo universo di emozioni e lo rivitalizza con il desiderio di un sentimento puro che porti con sè “fede e speranza”. L’effluvio è dolce, e giunge fino alle “crepe” più profonde della vita, fino ai più “segreti anfratti”, con la saggia constatazione che chiude la visione… “ho vissuto l’incanto dei miei sogni/come sillabe scandite nel silenzio/come gocce, tornate a dissetare”.


Vince la pubblicazione di un quaderno di 32 pagine con assegnazione di 50 copie gratuite – Attestato di merito – Pubblicazione del testo premiato sulla rivista Il Club degli autori e su Internet Club.it


Vincono Attestato di merito, pubblicazione dell’opera vincitrice su Il Club degli autori e su Internet Club.it più 10 copie in omaggio della rivista sulla quale viene pubblicata l’opera premiata:


  • 5° class.: “Tracce di rosso” di Silvana Ferrari, Reggio Emilia.


Questa la motivazione della Giuria: “Anche l’ultimo sogno è svanito, tra indecifrabili visioni e desiderio di energia vitale. Il tempo inesorabile batte il ritmo dell’esistenza e non rimane che qualche “traccia” di rosso. Ad esser sincero, non saprei quale preferire per Silvana Ferrari, nonostante le sue indicazioni siano chiaramente decodificabili: se uno dei sette colori dell’iride, l’impronta della bocca lasciata da un rossetto, il colore del sangue, del vino, del rubino, della muleta del toreador, del ferro incandescente. O il rosso fuoco della passione. Silvana Ferrari taglia la realtà con parole affilate come lame quasi sezionando pensieri nascosti e oggetti quotidiani, dissepellendoli da una condizione silente, da uno stato d’immobilità. E getta tutto nell’arena della vita”.


  • 6° class.: “Come col ghiaccio” di Antonio Sangervasio, Roma.


Questa la motivazione della Giuria: “La vita come un continuo tentativo di divincolarsi dalla stretta dolorosa che assedia: le incomprensioni, la visione cinica, i miraggi. Ci si trova nella condizione di “non accettare nulla”, e le parole non servono più a niente. Nella poesia “Come col ghiaccio”, Domenico Sammaritano offre una serie di immagini immobili, fissate nella loro scabra essenza e, attraverso il suo sguardo che diventa vetroso, rende in modo perfetto lo stato d’animo che in quel determinato momento pare assediarlo nel profondo”.


  • 7° class.: “Leucade” di Maria Gabriella Meloni, Morena (RM).


Questa la motivazione della Giuria: “La dispersione del pensiero, della parola, dell’esistenza mentre lo sguardo si spinge oltre l’orizzonte, il vento sul viso unisce il salmastro e la percezione di antichi riti: le ombre assediano il corpo, gelida è la solitudine, immane il silenzio e tutto pare dileguarsi. Le suggestioni catapultano nella vertigine, la vita pare legata ad un sottile filo e la mente cerca di uscire dalla morsa che incita a “gettarsi in mare per guarire dall’amore”. Gabriella Meloni sprigiona scintille di spietata lucidita, di totale abbandono all’annientamento dell’ultima illusione e, attraverso la sua sensibilità poetica, conduce davanti alla drammaticità dell’infinito. Come a ricordare, a se stessa e a tutti noi, quel famoso “Rari nantes in gurgite vasto”, di virgiliana memoria”.


  • 8° class.: “Dal terrazzo” di Silvia Marchesi, Milano.


Questa la motivazione della Giuria: “L’unica richiesta è il desiderio di vivere il proprio silenzio, le semplici cose della vita, uno sguardo alla natura a l’aria frizzante d’un giorno come tutti gli altri, un buon libro che fa compagnia e “l’odore della cena sul fuoco”. Silvia Marchesi riporta in questa poesia un“atmosfera che recupera l’essenza della vita, come a scavare alla ricerca d’un autentico senso del vivere, eliminando il superfluo e tutto ciò che non conta niente. Nel momento dell’ultimo abbandono non v‘è che una inevitabile e spietata selezione di ciò che è stato, delle passioni che realmente hanno contato, dei giorni che veramente hanno inciso tracce indelebili nel nostro faticoso cammino”.


  • 9° class.: “Io” di Ioan Daniel Cuculiuc, Sansepolcro (Ar”).


Questa la motivazione della Giuria: “L’imperfezione della propria immagine, le incertezze nelle scelte, le fragilità nel momento in cui si cerca di “conoscersi”: e, nei giorni della vita, sentirsi “l’abito di se stesso”, la buccia che circonda una prevedibile polpa. Ecco allora quel faticoso percepire la propria presenza, la sostanza invisibile che mantiene in vita, e il pensiero di Joan Daniel Cuculiuc attraversa la sua poesia con l’unico scopo di porre in risalto il desideiro di effettuare una manovra salvifica”.


10° class.: “Ritorno in Valtellina” di Margherita Pruneri, Besnate (Va).


Questa la motivazione della Giuria: “Dolce è il ricordo di suggestive immagini in questa lirica di Margherita?: le rive dell’Adda, la primavera che avanza, la luce il vento il sole d’un recupero memoriale struggente, e poi una vecchia casa dove ricercare i profumi di una volta forse per inebriarsi ancora delle visioni di quella terra. La sua parola come l’ultimo disperato tentativo di sconfiggere l’oblìo, di pervenire ad una dimensione oltre il tempo e lo spazio quasi in un luogo dell’anima che possa far dimenticare lo scorrere inesorabile del tempo che tutto consuma”.


La cerimonia di premiazione si è svolta sabato 20 gennaio 2007 alle ore 15,30 a Melegnano (Milano) presso il Salone Predabissi in via Frassi, 2 angolo via Predabissi.


Opere vincitrici

OPERA 1^ CLASSIFICATA

GIUSEPPINA TERRANOVA

Il sogno di Parmenide


Ti mostro una strada che non perdona,
di sangue e lacrime aspersa,
ripido acclivio di sassi
aspri e assolati,
senza ritorno.
puoi fingere di aver sognato
e fuggire, sei ancora in tempo,
cuore agitato dalle ombre,
passo che indugia compiaciuto
nei suoi calzari dorati,
per le vie della notte.
Ma il gusto amaro della tua finzione
è la catena che ti avvince
al mio canto di sirena,
è l’impeto che ti sostiene nel cammino
doloroso, necessario
al tuo vivido intelletto.
Ora posso dirti
che l’albero perderà tutte le sue foglie
prima di giungere sulla soglia
della rotonda Verità,
che tutto circoscrive e riduce
ad un presente assoluto,
senza memoria, senza futuro.
Io sono la Dea che da sempre t’innamora,
altro non posso dirti,
ma se vorrai seguirmi
fino alla Porta che separa
la Notte dal Giorno,
ti rivelerò l’ultimo dei misteri e,
pietosa,
non ti abbandonerò
alla follia del Nulla.


OPERA 2^ CLASSIFICATA

DOMENICA SAMMARITANO

Strada perduta

Eravamo su monti diversi
E Ognuno di noi
Aveva un battito
E nessuno sapeva tradurre
Il rumore.
Le parole

Bastavano appena a formulare
Gli ultimi saluti
E i convenevoli
Delle solite malattie sociali.

Però c’era del vero
In ogni malattia
A parte la gestione
Del sorriso
Che a tratti si spargeva
Puro
Come se fosse quello solamente.

Nei sogni persi
D’allunaggio
C’era bisogno di condurre
Tratti di strada aperti
Destinati alle meraviglie.

Però
Avrei scommesso
Che ci sarebbe bastato
Un abbraccio
La sera,
ritornando a casa.


OPERA 3^ CLASSIFICATA

AURA PICCIONI

L’ultimo canto di Byron – Missoloungi, 1821

Ho per tetto il cielo, per sogni le nubi.
Diafana, l’esistenza s’invola
al ritmo disperato di chi anela
la dolce ninfa libertà…
E io, piccolo mortale,
mi perdo nell’immensità di tali
luoghi, divenendo immenso
al di sotto dell’oro di queste pietre.
L’eternità, anelo. Anelo l’eternità.
La vita è il folle volo
che la nave percorre con le vele gonfie di caldo vento.
Del caldo vento di queste terre.
Son essere umano. Può l’uomo essere misero?
No. No, se vive.
Annego intanto nel ricordo della dolce ombra d’Atene,
che si staglia nei tramonti di sangue che investono
l’Ellade coi suoi profumi, coi suoi sentimenti…
l’Ellade. Un essere umano sotto il sole, nel meriggio ardente.
Svegliarsi in una nube, osservare il cielo,
compiere diecimila cose per comprenderne a fondo una.
L’argilla dentro l’uomo va plasmata. La sua anima.
E adesso la mia anima desidera il distacco
da questo corpo debole, fragile, per divenire
res imperitura.
Dipingo la poesia di un istante, incastonando
in uno sguardo un ricordo
fuggevole come un fiore d’artemisia.
Potessi essere un dio! Involandomi sulla piana del mare,
adorerei non me, queste terre…
Potessi sentirmi titano! Mai i miei passi sarebbero più
sicuri dell’alba in cui tramonta l’ultima luna su Sunion…
Mi fosse concesso non amare! Non mi struggerei, ora,
con gli ultimi aliti di vita, di attendere le ali leggiadre della morte
sul filo sottile dell’immortalità.


OPERA 4^ CLASSIFICATA

EMILIA FRAGOMENI

Dolci effluvi

Il cuore ha aliti fragili e tremori
che sfuggono al mistero del pensiero.


Il brusio che lo scuote non è il canto
del giorno che si spegne, ma l’addio
degli istanti che si dissolvono
in passaggi di vento e di bufere…


Si sciolgono speranze e turbamenti
in un presente che racchiude
assieme il tutto e il niente…
affondano nell’ora, nello specchio
silente della ragione del tempo…


Ho vissuto l’incanto dei miei sogni
come sillabe scandite nel silenzio,
come gocce, tornate a dissetare,
disperse in crepe di segreti anfratti…


Un effluvio d’origano prorompe
dal lago della mente,
zampilla tra limoni e gelsomini,
su nuvole immobili,
sbucate tra svolazzi di pensieri…


Sento vicina la luce delle stelle
e percepisco infiniti di silenzi,
aperti oltre i sussurri, oltre i respiri…


Raccolgo allora i dolci pensieri,
abbandonati sul greto del mio fiume,
e attracco l’anima a nuovi sentimenti,
che parlino di fede e di speranza.


OPERA 5^ CLASSIFICATA

SILVANA FERRARI

Tracce di rosso

Una piuma di sole, in travaglio,
vela le palpebre semiaddormentate
mentre gole di uccelli spalancate
destano il silenzio della vita,
con abito ancora
incontaminato.
Dopo l’ultimo sogno sgretolato,
la chiara luce mi accompagna
alla visione di un rugginoso
torsolo di mela abbandonato
sulla tovaglia di tela cerata
e, al capo reclinato delle ortensie,
nella brocca che invoca acqua.


È un freddo disamore
nel quale non mi riconosco!


Il tempo non ascolta
e continua i suoi traslochi
con veloce cadenza
lasciando, a qualche tramonto,
l’esaltazione di regalare
una fuggevole carezza
che va ad incidere sul corpo
indelebili tracce rosso lacca.


OPERA 6^ CLASSIFICATA

ANTONIO GERVASIO

Come col ghiaccio

Sgusciante sortita,
fuoriesce dalla presa delle chele.
Si fan d’oro
le fotografie.
Tu cinica
ed io pure.
La radio a tratti
che trasmette
ed un acquario che sembra una fabbrica
dal ciclo perenne.
Non accetti nulla ed io neanche.
Nemmeno le esitazioni.
Sguardo basso
te la prendi coi bottoni,
maledette incomprensioni
che salutano la notte.
Un ultimo solfeggio come un miraggio.
Liuto di vetro
attento all’urtare,
prova un assolo,
ma non è concerto.
È nato per suonare.
Gli applausi scremano lontani.
Sono i nostri consensi,
appena passati nel riverbero delle scaglie di cielo.


OPERA 7^ CLASSIFICATA

MARIA GABRIELLA MELONI

Leucade

Dal sommo della rupe
spingere lo sguardo
all’estremo orizzonte,
sfiorare con le nere ciglia
i selvaggi marosi
mentre il vento
sferza il volto
e colpisce le narici
l’alito salmastro
mescolato all’acre odore
di antichi cruenti riti…
Congedarsi dalla vita.
Essere già lambita
dalle ombre dell’Erebo,
già avvertire sul piede
la gelida onda d’Acheronte.
Protendersi sull’abisso…
Ritrarsi… Provocare
gli dei… Illudere le Moire
differendo il taglio del filo
cui è legata la vita…
Solitudine, silenzio,
incomunicabilità, indifferenza…
Dileguate la bellezza,
la giovinezza, l’ispirazione,
la passione…
Desolata e arida
come la rupe su cui
ti eri inerpicata.
E laggiù intorbidarsi
del mare, ceruleo, grigio
e bianco, selvaggio
come i denti
di un animale feroce.


OPERA 8^ CLASSIFICATA

SILVIA MARCHESI

Dal terrazzo

Mi basta questo scampolo sopra le case,
sulla rotta delle rondini che frullano basse.
Mi basta aver gli occhi sul Resegone là in fondo
e di qua, tra l’edera e le peonie, sulla Madonnina.
Non chiedo altro che questo silenzio e quest’aria
che disperde petali e suoni, che sa di tempesta;
un’aria che zittisce le strade e spoglia i giardini
e confina i voli dei nidi, visi e manine dietro i vetri.
Mi lascerei prendere qui, con le mie piccole cose,
voci care, un libro e l’odore della cena sul fuoco.
Io sono quel lampione ostinato che si accende
anche stasera. Che si accende anche se è presto.


OPERA 9^ CLASSIFICATA

IOAN DANIEL CUCULIUC

Io

Sono l’abito di me stesso,
la buccia,
la parte più esterna
e superficiale.
Non mi conosco
eppure percepisco la mia presenza
che mi indossa,
mi manovra, per quanto
le è possibile.
Mi sento nelle viscere
mi condivido mente e pensieri;
muti dialoghi…


Ho tempi brevi io,
la penna, la mano,
protezione imperfetta,
frutto di mondo imperfetto,
con unico scopo
di mantenermi in vita fino
alla nascita.


OPERA 10^ CLASSIFICATA

MARGHERITA PRUNERI

Ritorno in Valtellina

I

Caligine nella sera:
opachi si svelano i monti,
la primavera avanza leggera,
si alza e s’annebbia.


Un brivido attraversa le rive,
indugia sull’Adda che scorre,
inquietudine del vento che stride
mentre il sole all’orizzonte dilegua.


Risalgo con lo sguardo la valle,
ne riconosco lo scavato profilo,
mi accoglie ogni volta che arrivo
come una sfinge orlata di luce.


II

In questa vecchia casa
vorrei ritrovare fantasmi
che tengano in vita le stanze,
che aprano le finestre al passato


che si corichino con me dentro il letto
grande di amore e di pianto,
che affondino le dita nel petto
e portino alla luce i ricordi.


Invece indago spoglie pareti
e invano ricerco gli odori,
nessun racconto bisbiglia all’orecchio
e il tarlo dell’oblio ha roso il mio tempo.


L'Albo d'Oro:
Premio di Poesia Poeti dell'Adda 2024 XXIX Edizione
Premio di Poesia Poeti dell'Adda 2023 XXVIII Edizione
Premio di Poesia Poeti dell'Adda 2022 XXVII Edizione
Premio di Poesia Poeti dell'Adda 2021 XXVI Edizione
Premio di Poesia Poeti dell'Adda 2020 XXV Edizione
Premio di Poesia Poeti dell'Adda 2019 XXIV Edizione
Premio di Poesia Poeti dell'Adda 2018 XXIII Edizione
Premio di Poesia Poeti dell'Adda 2017 XXII Edizione
Premio di Poesia Poeti dell'Adda 2016 XXI Edizione
Premio di Poesia Poeti dell'Adda 2015 XX Edizione
Premio di Poesia Poeti dell'Adda 2014 XIX Edizione
Premio di Poesia Poeti dell'Adda 2013 XVIII Edizione
Premio di Poesia Poeti dell'Adda 2012 XVII Edizione
Premio di Poesia Poeti dell'Adda 2011 XVI Edizione
Premio di Poesia Poeti dell'Adda 2010 XV Edizione
Premio di Poesia Poeti dell'Adda 2009 XIV Edizione
Premio di Poesia Poeti dell'Adda 2008 XIII Edizione
Premio di Poesia Poeti dell'Adda 2007 XII Edizione
Premio di Poesia Poeti dell'Adda 2006 XI Edizione
Premio di Poesia Poeti dell'Adda 2005 X Edizione
Premio di Poesia Poeti dell'Adda 2004 IX Edizione
Premio di Poesia Poeti dell'Adda 2003 VIII Edizione
Premio di Poesia Poeti dell'Adda 2002 VII Edizione
Premio di Poesia Poeti dell'Adda 2001 VI Edizione
Premio di Poesia Poeti dell'Adda 2000 V Edizione
Premio di Poesia Poeti dell'Adda 1999 IV Edizione
Premio di Poesia Poeti dell'Adda 1998 III edizione
Premio di Poesia Poeti dell'Adda 1997 II Edizione
Premio di Poesia Poeti dell'Adda 1996 I Edizione
 
 
I concorsi del Club . I bandi . I risultati . Per inserire un bando . Home . Archivio . Twitter . Privacy
(c) Copyright 1992-2024 Associazione Culturale Il Club degli autori - Partita Iva e Codice Fiscale 11888170153